lunedì 23 marzo 2020

MIO PADRE VS RESTO DEL MONDO (MH OK)

Matteo Riva e Silvia Della Torre hanno condiviso un post.
Massimiliano Riva
MIO PADRE vs RESTO DEL MONDO
Cronaca quotidiana di un Munsciasc in tempo di coronavirus.
Mio padre. Classe 1930. "Ma Alura! Se mi devi anda' in dal barbè... podi no?!?"
Io: "no papà...non si può. Non puoi uscire."
Lui: "Ma mi a vò no in macchina! A vò in bicicleta."
Io: "ok.... ma non c'è il blocco delle auto papà. Non puoi uscire di casa. Devi stare a casa"
Lui: "chi l'è ca l'ha di ???"
Io: "È un'ordinanza del Governo. Si esce solo per ragioni di necessità...e poi il tuo parrucchiere è chiuso in questi giorni."
Lui: "Alura se mi vori fa' un gir in paes podi no!"
Io: "no, meglio di no"
Lui: "Ma han di' in televisiun che sa po' anda' a fa' la spesa"
Io: "Devo già andare io. Dimmi cosa vuoi? Te lo prendo io!"
Lui: "No, no. G'ho bisogn nient. Sun a post"
Naturalmente mio padre è informato su tutto. Sa più cose di me. Guarda tg e dibattiti televisivi. È un novantenne brillante, Lui. Guida ancora l'auto e va ancora in bicicletta. E io lo capisco. Capisco tutti i pensionati che in questi giorni girano in bicicletta. Ne hanno viste tante nella loro vita. Hanno superato guerre, miserie, malattie e fame. l'Italia l'hanno costruita loro. Case, strade e opportunità di una vita migliore per noi figli e per i nipoti. Degli highlander invincibili ai quali "qualcuno" adesso dice che non possono uscire di casa! Non possono percorrere le strade che hanno costruito loro. Non possono andare dal giornalaio. E io capisco che per loro è più difficile da accettare. Vedo tutti i giorni orgogliose e autonome pensionate avanzare impavide per la strada. Mascherina sulla faccia come se fosse un elmo. Trolley per la spesa come se fosse una spada. E mi verrebbe voglia di dire loro dal balcone: "Signora stia a casa che è più sicuro". Ma poi penso che da estraneo non ho nessun diritto di dire a una donna che potrebbe essere mia madre quello che deve o non deve fare. Sono fatto così.
Sta a noi nella funzione di figli o di nipoti prenderci cura dei nostri "vecchietti". Convincerli a stare a casa. Prenderci cura delle loro esigenze. Proteggerli e coccolarli. Come loro han fatto con noi per tanti e tanti anni.
"Papà! Sta' a ca' bel tranquill !!!'
Prossimamente anche nella versione in italiano!
Massimiliano Riva
#sonoquelchesono

martedì 31 dicembre 2019

BUON ANNO DAI (E AI) PEYER - HAPPY NEW YEAR FROM (AND TO) PEYER (MH OK)

Ricordando Riva Guido e Ottilia Kuster;  Anna Riva ed Henry Peyer, Edoardo e Kurt

BUON ANNO DAI PEYER DALLA SVIZZERA

Edi, Vreni, Cédric and company



E DAI PEYER DAL CANADA


Henry, Colleen; Danny, Wendy; and company

lunedì 9 dicembre 2019

IL VALORE ASSOLUTO di Massimiliano Riva (MH NO)

IL VALORE ASSOLUTO.
Tutte le mattine di Natale e tutte le mattine di Pasqua, se volevi incontrarci, ci trovavi al cimitero cittadino. Per me e mio fratello è stato un appuntamento fisso per anni. Da quando eravamo piccoli fino a non molto tempo fa, finita la messa, mio padre ci portava là a trovare i nonni. Ricordo perfettamente, come se guardassi un film in bianco e nero, noi tre insieme mentre camminiamo lungo i vialetti del cimitero. Mio padre al centro, io e Teo al suo fianco. Mio padre ha sempre avuto un profondo rispetto per la memoria di chi non c'è più. Venire a onorare chi l'ha accompagnato per tutta una vita è per lui un valore assoluto. Un valore da coltivare, condividere e trasmettere. E la cosa che più mi sorprende ripensando a quei momenti è lo spirito con cui mio padre entrava con noi in cimitero. Mai triste, mai con quella mesta aria di sofferenza e dolore che l'iconografia del visitatore di cimitero prevede. Lui lo faceva col sorriso e la gioia di chi va' a trovare un parente a casa in un giorno di festa. E nel camminare ogni tanto si fermava davanti a qualche tomba. Si faceva il segno della croce e....."... ragazzi questo era un mio amico. Da giovani ne abbiamo fatte di tutti i colori..." e partiva col racconto dell'aneddoto di quella volta che l'hanno combinata grossa. Altri quattro passi e... "Questo signore faceva il medico. Lo conoscevo molto bene. Una brava persona. Qualche volta siamo andati allo stadio insieme." Per tanti volti nelle fotografie sui monumenti aveva un ricordo. È a me sembrava che conoscesse tutti e per tutti aveva ricordi e parole di rispetto. La sua storia, il suo vissuto e le sue memorie era come se in quel luogo fossero state cristallizzate per rimanere eterne. Arrivati alla tomba dei nonni mio padre tirava fuori straccio e scopetta e insieme pulivamo la tomba dagli aghi di pino. Un atto d'amore verso i suoi genitori e forse un modo per mio padre di restituire loro una parte di premure, attenzioni e affetto ricevuti in vita.
Questa sua maniera di fare visita ai defunti me l'ha trasmessa. Quando entro in cimitero mi pervade un senso di pace e serenità. So che lì posso parlare e salutare chi mi ha accompagnato per tutta la vita. E i miei occhi non vedono le sbiadite foto di persone defunte ma storie di persone con colori ancora vividi. Persone che vivranno in eterno nel mio cuore.
Adesso sono anni che non andiamo più insieme. Il matrimonio e i figli mi hanno portato in dote nuove abitudini. L'abitudine di una visita in cimitero però, quella no, non l'ho persa. Tutte le domeniche mattina durante le mie camminate, il passaggio in cimitero è diventato un appuntamento che aspetto tutta la settimana.
E mentre sto scrivendo ho giurato a me stesso che quest'anno, la mattina di Natale, insieme ai miei figli, voglio andare in cimitero con mio fratello e mio padre, in un giorno che per noi, che siamo cattolici, rappresenta il giorno della nascita e della vita. Così da riunire ancora una volta la mia famiglia. Il mio valore assoluto.
L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

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E va beh! Allora devo dirti di mia madre Enrica? Le mie figlie e la Iris hanno passato l'infanzia al cimitero con la nonna Icca, giocando coi sassolini bianchi del nonno Rèna. E ovviamente giro completo "di mè Riva". Passando dalla tomba dello "zio Demetrio" col suo monumento (allora) così moderno. Dal "Dottor Franco" con la sua bella e toccante foto nel deserto. Poi dai tuoi nonni e dalla Dina con relativa pulita degli aghi di pino con mia mamma che ogni  volta diceva: "Bella questa tomba e le piante, peccato che si sporca subito...". Dai miei nonni (Paulin con la sua mamma Marièt) e dalla zia Amelia, vicini vicini ai Mariani del Marco. Poi dallo "zio Guido" col suo Cristo sofferente. Poi dallo zio Emilio che aveva sempre sognato una grande cappella di famiglia dove seppellire tutti i Riva e affini. Quasi sempre anche dalla zia Chiarina, quasi vicina all'uscita di Monza. Poi un pensiero al nonno Davide seppellito nella fossa comune e ai vari fratellini e sorelline morti prematuramente. E spesso anche alla tomba del Commendator Riva Gerardo, fratello del "nonno Davide" emigrato chissà come a Parigi a metà del 1800 e divenuto, chissà come, architetto. Per inciso il suo pregevole puttino non è stato trafugato. Su consiglio del Nandino della Ginetta un giorno che ho pulito la tomba l'ho portato a casa prima che qualcun altro lo rubasse.

E ora quanti altri si sono aggiunti! Molti sono andati all'età giusta, come mia madre. Altri meno, come mio padre. Taluni, come Paolo e Luisa, li ho lasciati con strazio e fatico ancora ad accettarlo. Ma alla fine anche io, piuttosto miscredente, ci vado sereno e quasi impaziente, come se tutti i nostri cari mi stessero aspettando e non volessi far  tardi al nostro abituale appuntamento.

Paolo T




Belle parole quelle di Iano e grazie zio per aver completato lo scritto con il racconto di quello che abbiamo vissuto io,la Vini e la Lally con la nonna Icca che ci ha cresciute tutte e tre assieme e che ogni mattina d'estate (quando non c'erano asilo e scuola) ci portava al cimitero.
Tutte le mattine!andavamo a trovare il nonno Rena come se lui fosse lì ad aspettarci e facevamo il giro di tutti i parenti perché lei ci teneva a pulire tutte le tombe e a spiegarci le varie parentele (che noi ovviamente non ascoltavamo perché intente a giocare).Per noi era un appuntamento fisso, avevamo sempre molto da fare:raccogliere petali di fiori rinsecchiti e lumini mezzi vuoti per poi estrarne la cera e creare dei miscugli profumati e soprattutto avevamo la nostra "pizzeria"da aprire tutte le mattine proprio vicino alla tomba del nonno (un gioco che ci siamo inventate giocando su un vialetto di sassolini bianchi).
Ho appreso in età adulta che mio papà si era per anni preoccupato che queste "escursioni"ci potessero "nuocere"essendo cosi piccole...devo dire che per noi è sempre stato invece un momento di serenità che ricordiamo con gioia ancora oggi.
(Continuiamo comunque a far confusione con l'albero genealogico 😬😅)










domenica 8 dicembre 2019

DOMANI VOGLIO SVEGLIARMI... di Massimiliano Riva (MH NO)


DOMANI VOGLIO SVEGLIARMI...

Bellissimo! Grazie Iano!

ps: Riva Massimiliano, l'autore! Con quell'espressione un po' cosi...

Stamattina non mi ero accorto che la sua fotina fosse scomparsa dal blog!
Scusa Iano!











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Domani voglio svegliarmi, attraversare la strada entrare nella latteria della signora Mariuccia. Prendere un litro di latte rosso, quello intero, quello della centrale del latte di Monza. Non quello giallo parzialmente scremato. Sì dai! Quello nella confezione a piramide. Già che ci sono prendo un paio di stringhe di liquirizia. Quanto sarà? 300, 400 lire in tutto? Se non ha il resto mi da un paio di Galatine al latte. Uscendo spero di incrociare la signora Sandra con la sua nuovissima fiat 600 colore grigio topo. Sai che ha l'apertura delle portiere al contrario!
Domani voglio svegliarmi e andare 'dall'Eudilia'. Si dai!! La figlia 'dell'Ernestina'!! Hanno un giornali e tabacchi in via Sant'Albino. Gazzetta e Marlboro per mio padre e Muratti Ambassador per mia madre. Se è già uscito mi prendo anche il Topolino. Se no un pacchetto di figurine dei calciatori. E anche se non potrei, mi prendo un boero. Quello che stacchi da un cilindro pieno di boeri messo sul bancone. Lo scarto. Lo mangio. Guardo il bigliettino all'interno della confezione e se c'è scritto:"hai vinto un boero" me ne danno un altro.
Domani voglio svegliarmi e ritrovare mia madre alle 7:00 del mattino che prepara la colazione. Latte e biscotti con una goccia di caffè fatto con la moka.
Domani voglio svegliarmi e andare a ritirare la spesa di mia mamma al negozio dei Rigamonti. È già lì pronta. ha telefonato e gliel'hanno già preparata. "Di 'alla Piera' o 'alla Lina' se possono segnarla sul libretto." "Ok mamma." Ci vado volentieri dai Rigamonti. Ogni tanto 'la Lina' mi mette in mano una fettina di quella torta alla ricotta che sanno fare solo loro! Fantastica!
Domani voglio svegliarmi e andare con mia mamma da Gerosa. Puoi scegliere tu come comporre il cesto di Natale. Lui, Candido, te lo prepara con i prodotti che preferisci.
Domani voglio svegliarmi e vedere mio padre che carica le valigie sulla Fiat 124. Alcune nel bagagliaio e altre sul portapacchi legate con le cinghie elastiche con gli uncini. È arrivato il giorno delle vacanze. Il viaggio in Liguria sembra un'impresa da coraggiosi. Mio padre ben riposato. Sedile del guidatore ricoperto con un salviettone da spiaggia anti sudore. Thermos di caffè caldo e thermos di acqua e idrolitina. Sacchettini vari con frutta e generi di prima necessità per "l'estenuante" viaggio. Tre ore scarse in tutto, comprese soste varie per i bisogni fisiologici. Che impresa!
Domani voglio svegliarmi e accompagnare mio padre al bar di Marco. Il bar Inter Club. Una puntatina alle 8 di sera. Un bicchiere di acqua e menta. L'odore del fumo di sigaretta e poi di corsa a casa. Alle 20 e 30 è tardissimo.
Domani voglio svegliarmi e litigare di brutto con mio fratello per chi deve detenere il telecomando.
Domani voglio svegliarmi e vedere il mio quartiere rivivere. Gente in giro a piedi. Tanti piccoli negozi aperti con facce amiche dietro i banconi.
Domani voglio svegliarmi e vedere i sacchetti del pane consegnati a domicilio appoggiati ai muretti di cinta delle case. Le biciclette appoggiate ai muri senza catena e lucchetto. Le donne che escono dal panettiere con il sacchetto di rete portato da casa. Il sedano e le carote pesate e avvolte nella carta di giornale. Il prosciutto cotto, crudo e la mortadella avvolti tutti nello stesso pacchetto diviso da fogli di plastica.
Domani voglio svegliarmi e vedere un nebbione da paura. Di quelli che per arrivare alla fermata del 4 in via Ferrucci devi costeggiare il muro per capire quand'è il momento di svoltare a sinistra. E tutto intorno il silenzio assoluto. Niente rumore di automobili.
Solo il silenzio di una vita su misura per me.
Il nostro futuro dipende da noi. Non facciamo morire quello che amiamo.
...e tu domani cosa desideri al tuo risveglio?










giovedì 11 luglio 2019

SALUTI DA MABEL (MH OK)

8-7-2019
9 lug alle ore 03:40
Paolo
Many wonderful greetings to you and your family
I am so happy that you have had the opportunity to meet my granddaughter Lindsey.
She was really looking forward to finally getting to know your family
I hope you and your wife are well and that you can come and visit me in Switzerland this August.I will be at 
our chalet from Aug.17 to 25 and again from Sept 1 to 5 . The time I am away I will be in the Netherlands with 
Danny and Wendy when we attend Lindsey’s graduation with her Masters in International Law from the 
University of Leiden
We are very proud of her achievement.  Sending much love    Mabel

mercoledì 10 luglio 2019

MARISA RATTI RIVA , QUANDO IL SORRISO SUGGELLA UNA VITA (MH OK)

Si è spenta Marisa Ratti in Riva. Una persona prodiga di sorrisi per tutti. Un sorriso che le sgorgava spontaneo perché questa era la sua indole. Era affabile, dolce, gentile.
Un abbraccio a Mario, ai figli, ai nipoti e a tutti i famigliari.

Il funerale si terrà domani 11/7/2019 alle 14,45 presso la Chiesa di Sant'Albino.







lunedì 8 luglio 2019

7/7/2019 VIVA GLI SPOSI! TANTI AUGURI A SIMONE E MARINA (MH OK)



GRAZIE LINDSEY! (MH OK)






Ieri è venuta a trovarci Lindsey Peyer, figlia di Danny, nipote di Kurt, bisnipote di Anna Riva, trisnipote di Guido Riva. Una ragazza molto carina, dolce e come tutti i suoi cari che abbiamo conosciuto, molto socievole e amorevole nei nostri confronti. Il concomitante matrimonio di Simone Riva e le vacanze di alcuni non hanno consentito una più ampia riunione di famiglia che ci ripromettiamo di fare la prossima volta. Comunque
GRAZIE LINDSEY e, come scriveva Kurt, "un grosso baccino a tutti".

Yesterday, Lynsi Peyer, daughter of Danny, grandson of Kurt, great-grandson of Anna Riva, and great-great-grandson of Guido Riva, came to visit us. A very pretty girl, sweet and like all her loved ones we met, very sociable and loving towards us. The concurrent marriage of Simone Riva and the holidays of some did not allow a wider family reunion that we promise to do next time. Anyway
THANK YOU LYNSI and, as Kurt wrote, "un grosso baccino a tutti".

STATISTICHE