giovedì 17 ottobre 2024

LE MIE ORIGINI ETNICHE - STIMA D'ETNIA

Ho fatto questo test del DNA. Credo che vada preso senza eccessive pretese scientifiche. Del resto io non ho alcuna competenza scientifica in materia. Da quello che ho capito i ricercatori hanno a disposizione campioni di DNA di popolazioni che più di altre sono rimaste isolate (si pensi ai Sardi, ad esempio). Dal confronto fra il tuo DNA e questi campioni "tipici" scaturisce il risultato finale. Aggiungerei che probabilmente il fatto che io abbia ascendenze sarde non significa (credo) che io abbia davvero antenati della Sardegna ma piuttosto che ho avuto antenati che avevano caratteristiche genetiche simili a quelle che grazie all'isolamento si sono conservate in Sardegna fino ad oggi mentre altrove sono state spazzate via o mescolate con altri tipi genetici. 

Tuttavia i risultati sono comunque sorprendenti e affascinanti. Ovviamente solo una parte del mio DNA è proveniente dai Riva (e dalla miriade di altri cognomi confluiti nel loro DNA) ma in qualche modo mi aiuta la differenza somatica. I Teruzzi sono tutti mori con capelli e occhi scuri. Molti Riva sono invece biondi o anche rossicci, sovente con occhi verdi, grigi o azzurri.


A conferma della impossibilità (almeno per ora) di avere dati inoppugnabili riporto qui una mappa più recente (17-10-2024) che modifica di parecchio i dati della mappatura di parecchi anni fa. Mi sembra che questi ultimi risultati siano anche più plausibili dei precedenti:








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e qui la vecchia mappatura (3-4-2017) che a questo punto dovrebbe essere superata: 

















Ebbene sì. 

Questa è la spiega della ricerca: 



Stima della etinicità

In ogni regione del mondo, v'è un insieme di caratteristiche genetiche che sono condivise dai discendenti delle popolazioni autoctone. Questo ci permette di stabilire un modello genetico per ogni regione del mondo.

Quando arrivano i dati del vostro DNA li confrontiamo con ciascuno di questi modelli per scoprire quanta parte del vostro DNA viene da ciascuna regione. Nella vostra “Stima di etnicità!” vi mostriamo tutte le regioni da cui provengono i vostri antenati. Sarete in grado di vedere la percentuale di DNA che deriva da ciascuna di queste regioni. Più alta è la percentuale, più è probabile che i dati siano corretti.
Ovviamente queste,per quanto frutto di un algoritmo statistico estremamente preciso, rimangono delle stime, dal momento che parecchie  popolazioni del globo mostrano DNA simili, a causa della vicinanza e della mescolanza dei diversi gruppi etnici.



E QUESTI I RISULTATI


Europe

100,0%
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South Europe

87,9%
-----------------
Italian
52,8%
-----------------
Iberian
22,2%
-----------------
Sardinian
12,9%
---------------------------

North and West Europe

9,0%

Scandinavian
9,0%
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Ashkenazi Jewish
3,1%


paolo teruzzi

                                  100,0%


52,8%
Italian
The culture and genetic legacy of Italians were shaped by the Roman Empire as well as contact with northern Europe and the eastern Mediterranean. Italian exploration 500 years ago and subsequent emigration have resulted in a large Italian presence in South and North America (U.S., Brazil, Argentina and others), neighboring European countries (Germany and Switzerland), as well as in Australia and southern Africa. The European Renaissance — a period of tremendous artistic and scientific innovation during the 14th–17th centuries — began in Italy and was most famously embodied by the Italian polymath Leonardo da Vinci. For many Italians, cuisine is one of the most important elements of Italian culture. The average Italian family consumes over 30 kilograms of pasta a year.


22,2%
Iberian
The region of Iberia, which encompasses Spain and Portugal, has been historically shaped by multiple civilizations and distinct populations starting with the ancient Iberian tribes to modern-day Spanish and Portuguese people. In 1492 Jews were expelled from the region, and Christopher Columbus set sail for the Americas, kicking off the age of exploration and conquest in the New World. Iberian explorers spread across the Americas, parts of Africa, and the Indian sub-continent, leaving their genetic mark on these areas. Modern surgery was pioneered in Spain during the Golden Age of Islamic Iberia, around 1000 CE.


12,9%
Sardinian
The people, language, and culture of Sardinia are distinct from those of neighboring regions; Sardinians preserve an ancient Neolithic European genetic legacy thanks to the relative isolation of the population. Communities of people of Sardinian descent are present in other parts of Europe, including mainland Italy, Germany, and the U.K., and people of Sardinian descent can also be found in Brazil, Argentina, and North Africa. Sardinian culture is distinguished by its colorful traditional clothing, which varies from village to village throughout the island.


9%
Scandinavian
Scandinavia is a region of Northern Europe that includes Sweden, Norway, and Denmark. Scandinavian people share a common North Germanic heritage. Germanic tribes of antiquity traveled south to continental Europe along trade, fishing, and conquest routes, eventually colliding with the Romans. Migration from Scandinavia to other parts of Europe began centuries ago, while in the late 19th century millions of Scandinavians emigrated to the Americas. Scandinavian cultural influence is readily apparent in the Midwestern United States, where many locals bear Scandinavian surnames and pass family recipes for Scandinavian foods — like lefse flatbread — from generation to generation. Ancient Norse mythology has also entered into regular English lexicon; some of the days of the week in English are named after ancient Norse gods.

 
3,1%
Ashkenazi Jewish
The Ashkenazim are a European Jewish diaspora who trace their communal origins to Germany and France, and later to the eastward migration towards Poland and the Slavic countries. Because of traditional marriage practices and segregation from surrounding cultures, the Ashkenazi Jewish population is genetically very closely knit. Due to persecution, genocides, and the devastation of the Holocaust, Ashkenazi Jews have migrated across the world, with the largest populations in the U.S. and Israel, and significant populations across the Americas, the Former Soviet Union, and in South Africa and Australia. Jewish culture emphasizes learning, which might explain why — while Jews represent only 0.2% of the world population — about a quarter of all Nobel Prize winners have been Jewish.

VEDI ANCHE:

Ethnicity Estimate - teruzzi Web Site - MyHeritage

mercoledì 28 agosto 2024

LUALDI CECILIA, ZIA DI MIA NONNA VIRGINIA BERTANI

La "Zia Cecilia" era sorella della mia bisnonna Maria Lualdi (Mioeu) e zia di mia nonna Virginia Bertani. Era di Busto Arsizio ed era una "beateura" (una suora laica). Ricordo che fu la "sorvegliante" delle prime passeggiate dei miei nonni. Ricordo anche un Sacro cuore di Gesù, un grande quadro, che era un suo regalo. Doveva avere una certa personalità.

TERUZZI EUGENIO, MIO BISNONNO PATERNO

Di lui non so molto. Era contadino, suppongo povero. Sicuramente però aveva almeno un cavallo ee di certo una mucca perché il mio papà da piccolino gli chiedeva : "Nonu, al lacìn!" ("Nonno, un po' di latte!"). E Eugenio andava alla stalla e glielo portava appena munto e cremoso.  Aveva anche un cavallo col quale  assolveva anche il compito di girare con la "bunza", una specie di grossa damigiana con cui innaffiava le strade per abbattere la polvere. Si dice che il cavallo fosse tanto ben addestrato da compiere da solo tutto il tragitto mentre Eugenio dormiva tranquillo sul carro. Guglielmo, cugino di mio padre ricorda di averlo visto intabarrato davanti alla stufa. La zia Pinuccia lo ricorda piuttosto severo, ma forse era il costume che tutti i pater familias (i régiù) erano tenuti ad assumere, anche perché dovevano "governare" famiglie vastissime. Mia pare che mio padre dicesse che potevano essere in 36 e che quando si mangiava prima mangiavano i maschi, seduti al tavolo, e solo poi le donne, ma in piedi! Il Pa' Ugèni era soprannominato "Al puèta".  Non so da dove venisse il soprannome.  Forse sapeva leggere e scrivere e questo poteva bastare a farne un letterato. Di certo svolgeva anche in chiesa un qualche ruolo. Infatti prima delle funzioni dirigeva le preghiere dei fedeli esordendo sempre con la formula "Fratelli cari, siamo qui riuniti....".

Mio papà Renato amava cavalcare a pelo il cavallo del nonno Eugenio. Cosa proibita! Una volta mentre correva a cavallo sulla sponda del canale Villoresi si fece una brutta ferita all'addome con un ramo. Non potendo confessare la malefatta per un bel po' si curò da solo applicando alla ferita la corteccia del sambuco che è emostatico.

Ciao Puèta!

LINDSEY PEYER IN VISITA (8-7-2019)

 8-7-2019  - Paolo,  many wonderful greetings to you and your family.  I am so happy that you have had the opportunity to meet my granddaughter Lindsey. She was really looking forward to finally getting to know your family.  I hope you and your wife are well and that you can come and visit me in Switzerland this August. I will be at our chalet from Aug.17 to 25 and again from Sept 1 to 5 . The time I am away I will be in the Netherlands with Danny and Wendy when we attend Lindsey’s graduation with her Masters in International Law from the University of Leiden.  We are very proud of her achievement.  Sending much love    Mabel

ATONIO TERUZZI, MIO NONNO PATERNO, PRIGIONIERO A 17 ANNI...

 A MIO NONNO ANTONIO TERUZZI, PRIGIONIERO DEGLI AUSTRIACI A 17 ANNI    


QUANDO LO STATO ITALIANO CONVINSE I PADRI AD ODIARE I FIGLI SOLO PERCHÉ NON ERANO MORTI A CAPORETTO: LA STORIA DEI 100.000 PRIGIONIERI ITALIANI MORTI DOPO ESSERE STATI ABBANDONATI E CALUNNIATI DAI NOSTRI VERTICI MILITARI

“Tu mi chiedi il mangiare, ma a un vigliacco come te non mando nulla; se non ti fucilano quelle canaglie d’austriaci ti fucileranno in Italia. Tu sei un farabutto, un traditore; ti dovresti ammazzare da te. Viva sempre l’Italia, morte all’Austria e a tutte le canaglie tedesche: mascalzoni. Viva l’Italia viva Trieste italiana. Non scrivere più che ci fai un piacere. A morte le canaglie.” 

Così un padre da L’Aquila, rispondeva alla missiva del figlio, prigioniero a Mauthausen. La lettera agghiacciante è una delle tante ritrovate negli archivi militari e purtroppo esprime bene quale fosse l’opinione che almeno una parte del paese nutriva verso gli italiani internati in Austria. Dopo la disfatta di Caporetto, i vertici militari, le autorità politiche e la monarchia, non potevano certo assumersi l’onere del disastro. E così decisero di scaricare la responsabilità del cataclisma sulla testa dei poveri soldati. Di certo se il fronte aveva ceduto non era per ragioni tattiche, strategiche, per l’impreparazione dei comandi, per l’assenza di adeguati armamenti. Se il fronte aveva ceduto era per colpa di un complotto filo-austriaco, per la viltà dei fanti, per l’incapacità degli ufficiali subalterni. Oggi oltre che farci inorridire queste tesi ci lasciano sgomenti, ma all’epoca la propaganda martellante, il patriottismo esasperato e il deliro bellicista, portarono numerose persone a credere ciecamente alla teoria del tradimento. Teoria che tra i suoi nobili sostenitori annoverava il prode D’Annunzio, il quale non esitò a definire i prigionieri come “imboscati d’Oltralpe”. La conseguenza di questa divulgazione fu, in molti casi, la rescissioni dei legami di sangue che univano le famiglie. In tanti si rifiutarono di adempiere alle richieste dei propri cari. Tutti coloro, che, invece, fedeli al vincolo d’amore, inviarono viveri dovettero fare i conti con i controlli governativi, che bloccarono centinaia di pacchi destinati ai nostri ragazzi. Cosa che nessuno degli altri paesi in guerra osò mai fare. Le conseguenze furono terribili. Dei 600.000 prigionieri italiani, 100.000 morirono di fame e malattie senza che il nostro governo muovesse un dito. Molti di loro con le ultime forze scrissero lettere accorate a quei familiari che ormai li detestavano. Erano ragazzi mandati a combattere un conflitto che non gli apparteneva, che avevano assaltato trincee, versato sangue ed ucciso in nome di una Patria a cui non importava nulla di loro. Lettere di ragazzi a cui i vertici militari avevano tolto tutto, compreso l’amore dei cari, grazie ad una propaganda bellicista di cui tante volte, tanti uomini sono stati vittime. Perché come diceva Eschilo, già 2500 anni fa, in guerra la verità è la prima vittima.   

Cannibali e Re

VISITA DI DEVON, HENRY E COLEEN PEYER

  Hi Paolo, I want to thank you again for such a wonderful evening...yet again you brought family that we did not know to meet us and they are wonderful. Devon had sooo much fun meeting everyone for the first time...he will never forget this. Truly hope that all of you will one day come and visit us in Canada. It would be our pleasure to have any and all of you as our guests. Please know that any family member is always welcome in our home. Ciao and love to all of you. Colleen, Henry, Luke and Devon Peyer. 


Ciao Paolo, Voglio ringraziarti ancora per una serata così bella ... Ancora una volta hai portato ad incontrarci membri della famiglia che non conoscevamo e sono meravigliosi! Devon si è divertito moltissimo incontrando tutti per la prima volta ... non lo dimenticherà mai. Spero davvero che tutti voi un giorno possiate venire a trovarci in Canada. Ci piacerebbe molto avere ciascuno di voi come nostro ospite. Vi assicuriamo che ogni membro della famiglia sarà sempre il benvenut o nella nostra casa. Ciao e tanto affetto per tutti voi. Colleen Henry Luke e Devon Peyer.

ANTONIO TERUZZI, MIO TRISNONNO PATERNO

 Antonio Teruzzi (mio trisnonno paterno) veniva da Monza. 

Aveva un fratello Carlo e nove sorelle: Clementina (detta "Ghiassa" che penso significasse la "mater familias" o "régiura"; probabilmente era la più anziana e assolveva a quel ruolo), Lucia, Filomena, Caterina,  Peppina (sposata a Monza), Rusoeu (sposata a San Fruttuoso), Margherita, detta Ghita (moglie di un Tagliabue delle famose raffinerie di Monza), più altre due di cui mia mamma non si ricorda il nome. 

Antonio Teruzzi aveva anche un fratello: Teruzzi Carlo, sposato ad una Pozzi che pare fosse un po' disturbata e che alla fine si uccise. Questo Teruzzi Carlo partì con tre figli da Genova per l'America. Probabilmente per il Brasile perché qualche anno fa ho trovato il suo nome  ma anche quello del mio bisnonno e di mio nonno (con precise date di nascita) in un sito familiare di un brasiliano che però mi disse che il tramite era una ex compagna di un cugino della quale aveva perso ogni contatto.

martedì 18 giugno 2024

lunedì 29 aprile 2024

BRAMBILLA ANTONIO, MIO BISNONNO PATERNO (MH OK)

 

Antonio Brambilla

Alcune notizie tratte dall'albero genealogico (da MyHeritage) del Sito famiglia Colombo-Tremolada, amministrato da Norma Sofia Tremolada. 

Non sono certo al 100% ma dovrebbero riferirsi al mio bisnonno.

·        Nascita16 nov 1875 - Monza, Cascina de Bastoni

·        Genitori Fruttuoso Brambilla, Maria Brambilla (nata Sirtori)

·        Fratelli e sorelle: Carlo Brambilla, Carolina Villa (nata Brambilla), Carlo Giovanni Brambilla, Giuseppa Rachele Brambilla, Filomena Maria Brambilla

·        Moglie Rosa Stella Brambilla (nata Gavazzi)

 

venerdì 26 aprile 2024

ACQUATI ONORATO, CUGINO DI MIO PADRE (MH OK)

 Acquati Onorato era figlio di una cugina di mia nonna Egidia Brambilla. L'ho conosciuto solo di sfuggita ma sicuramente a San Damiano è stato una figura di rilievo per il suo impegno  nella gestione della Cooperativa.




STATISTICHE